La formazione online e l’elearning partono dal principio della diffusione della conoscenza tramite la rete e il web.

Nel corso dell’evoluzione di questi sistemi abbiamo assistito alla nascita di funzionalità interessanti volte a distribuire contenuti formativi, modalità di apprendimento e sistemi di valutazione in modalità quanto più efficienti ed efficaci. Altre volte, pero’ la smania di digitalizzare la realtà formativa ha reso paradossalmente complicati e poco usabili questi sistemi: si pensi ai meccanismi sofisticati e costosi (videocamere, riconoscimento facciale, esplorazione ambientale, lettura impronte digitali,…) che vengono utilizzati per realizzare esami online a distanza, che comunque non garantiranno mai al 100% l’attendibilità della valutazione.

Come sempre la virtù sta nel mezzo, e in questo caso nel “blended learning”.

Allora perchè non sfruttare appieno le potenzialità della rete? E nello specifico, come posso usare al meglio le funzioni di geolocalizzazione per l’elearning?

Già nell’articolo “Elearning e co-working” prefiguravo la necessità di un ritorno al “reale” laddove il virtuale mostra alcune carenze.

Pertanto, collegare un sistema di geolocalizzazione ai corsi elearning potrebbe essere di aiuto per un confronto diretto tra docenti e discenti, e tra organismi di formazione e comunità professionali che apprendono.

Facciamo un paio di esempi:

  1. il docente che verifica l’apprendimento dei discenti potrebbe essere segnalato dal sistema di geolocalizzazione per consentire un incontro di valutazione con il discente nel luogo più vicino e comodo a entrambi;
  2. la geolocalizzazione del docente (e in questo caso dei discenti) può essere di ausilio nell’organizzazione anche estemporanea di workshop e incontri sui temi di uno specifico corso elearning.

In conclusione, la geolocalizzazione potrebbe essere un altro tassello applicativo per una evoluzione dei sistemi di elearning.

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